|
Questo
lungo articolo, suddiviso in vari capitoli, vuole
evidenziare un argomento controverso e certamente di
attualità nonostante certe ipotesi e dubbi non siano affatto
recenti: la nascita dell’uomo. Più correttamente dovremmo
parlare di “creazione” dell’uomo da parte di forme di vita
extraterrestri che hanno influito sulla nostra evoluzione.
Tutto questo viene affrontato parlando e sezionando il
libro, probabilmente il più famoso riguardante questo
argomento, The 12th Planet (Earth Chronicles, No. 1) di
Zecharia Sitchin, uscito nel 1978 (ora è possibile trovarlo
con il titolo “Il Pianeta degli Dèi” edito dalla Piemme) e
diventato in poco tempo un bestseller internazionale, e
precursore di una serie, anch’essa di grande successo,
chiamata “Le cronache terrestri”.
Come detto in precedenza alcune ipotesi furono fatte già in
tempi più antichi come il filosofo Proclo (410-485 d.C.) che
afferma di aver imparato le proprie nozioni di astronomia da
teologi, i quali erano gli unici a poter attingere dalle
nozioni mesopotamiche e babilonesi. Agli astronomi
babilonesi, ad esempio, erano noti i cosiddetti <<corni>> di
Venere, quando il pianeta cioè, durante le fasi simili a
quelle lunari, appare in forma di falce. Ma ad occhio nudo
questi sono invisibili, è quindi lecito chiedersi come
avessero potuto fare...
Ma c’è di più: i Suméri, popolo veramente sorprendente,
avevano già calcolato migliaia di anni prima di Cristo il
tempo impiegato dalla Luna per compiere una rivoluzione, con
uno scarto di soli 0,4 secondi! Per non parlare dei Dogon,
popolo del Mali che vive in un’eterna età della pietra,
sorprendentemente “informatissimo” sulla costellazione di
Sirio, che è un sistema binario formato da Sirio A e Sirio
B. I Dogon hanno una particolare adorazione per la seconda
di cui hanno una strabiliante conoscenza: ogni 50 anni
celebrano un rito in cui simulano il movimento di tale
costellazione, ed è esattamente il periodo in cui Sirio B
orbita intorno alla compagna! Senza contare che sanno
perfettamente che Sirio B è la più piccola ma anche la più
pesante delle due, dato confermato solamente nel 1862
dall’astronomo Alvar Clark. Ma come fa questo popolo ad
avere tali informazioni? La loro risposta è di <<averle
apprese dagli dèi>>. A tutto questo si aggiungono anche i
dubbi di molti studiosi sulla teoria evoluzionistica di
Charles Darwin, per molti tutt’altro che esatta…
Essa fu subito accettata dalla scienza e dopo pochi anni
divenne un dogma infallibile; dopotutto tale teoria
rispondeva esattamente alla visione che aveva l’uomo di se
stesso, in quel particolare periodo dell’epoca vittoriana:
dominatore incontrastato del mondo ed essere superiore a
tutti gli altri. Darwin sosteneva che le specie fossero
state capaci, nel corso dei millenni, di evolversi
attraverso un numero infinito di forme intermedie,
instaurando uno stretto rapporto con l’ambiente circostante
e le problematiche ad esso connesso. Naturalmente lo
stesso Darwin si rendeva conto che tali impercettibili e
continui cambiamenti avrebbero dovuto dar luogo, nel corso
dei secoli a divenire, anche al ritrovamento di numerosi
fossili che stessero a dimostrare l’effettivo avverarsi di
tali mutamenti. Un esempio per tutti: se il collo
lungo della giraffa è dovuto ad un’evoluzione della specie
atta a procacciarsi cibo posto sempre più in alto, sarebbe
logico presupporre di trovare anche fossili che stessero a
dimostrare questi stadi intermedi del passaggio fra un collo
di lunghezza normale ed un collo spropositato, com’è
riscontrabile oggi nelle comuni giraffe. E invece
niente di questo è mai accaduto.
Tutto questo non vuole certo far intendere che tali teorie
siano giuste o siano la “verità”, ma semplicemente far
conoscere, incuriosire e far riflettere su cose che a volte
diamo per scontate. Ognuno si farà una propria idea e
cercherà le proprie risposte.
|