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La leggenda del Quarto Re Mago

         

Viveva in quel tempo nel paese oggi conosciuto col nome di Perù un saggio Inca di nome Humac Capac. Egli era un "mago" e passava il suo tempo raccogliendo erbe, distillando filtri e studiando il corso delle stelle. Una notte notò una strana stella che si muoveva in senso opposto a tutte le altre stelle, e andava verso oriente. Il saggio mago capì che qualche grande prodigio stava per accadere in oriente e decise di seguire l'astro lucente. Preparò quindi alcuni sacchi che riempì di doni e vesti preziose e non si accorse che un colpo di vento aveva fatto cadere dagli alberi una pigna in uno dei sacchi. Il sesto giorno caricò il tutto su alcuni lama e dopo aver salutato i suoi fratelli iniziò il viaggio verso il sorgere del sole. Alla sera la strana stella si fermava indicandogli il luogo ove riposare e al mattino essa si muoveva nuovamente per indicargli il cammino da seguire. Humac attraverò pianure e fiumi, scavalcò le Ande e dopo un anno e un mese di viaggio si trovò di fronte all'immensità dell'oceano. A questo punto si dovette fermare e si improvvisò carpentiere e falegname per costruire una canoa adatta a reggere i flutti che doveva attraversare. Dopo molto tempo, finita la barca, giunse il giorno della partenza ed allora si accorse che buona parte del prezioso carico era andato perduto durante la faticosa marcia attraverso il continente, nel superare fiumi, monti, valli, deserti e giungle. Rimaneva però ancora una notevole quantità di doni, e così decise di imbarcarsi e seguire la stella amica che sempre lo aveva accompagnato, per andare ad adorare il Salvatore, il Re dei Re preannunciato dalle antiche profezie contenute nei suoi libri sacri. Navigò a lungo tra bonacce e tempeste, solo tra cielo e mare, ma sempre guidato dalla strana stella, finchè un giorno naufragò sulle inospitali coste di un misterioso paese abitato da strani uomini tutti neri. La stella sembrava più vicina. Humac riprese il suo cammino a piedi, con i ricchi abiti ormai ridotti a laceri stracci, e con soltanto un modesto fagotto i piccoli doni. Attraversò tutta l'Africa, camminò nelle savane, nei deserti, nelle paludi e nelle foreste, scalò montagne e valicò strapiombi. Fu attaccato dai briganti e dalle fiere selvagge, riuscendo comunque a salvare un po' di oro e qualche profumo, assieme alla pigna che portava seco come ricordo del suo paese natio. Venne catturato e venduto come schiavo. Dopo alcuni anni di prigionia riuscì a fuggire e ritrovò la stella, che sembrava dire sempre più imperiosamente: "Seguimi!". Giunse finalmente in Palestina, e vide la stella scendere per posarsi al di sopra del capo di un uomo dalla pelle chiara, con una lunga veste bianca, che ragionava di bontà. Humac capì di essere giunto al termine del suo viaggio, comprese che quello era il Salvatore che doveva adorare e si inginocchiò davanti a quell'uomo che aveva circa trent'anni, tanti quanti erano gli anni del suo viaggio. San Matteo non parla nel suo Vangelo di un quarto re mago perchè appunto egli giunse molti anni dopo e non insieme agli altri tre. "Perdonami o Signore", disse Humac con gli occhi umidi di lacrime, "se mi presento così tardi. Io mi ero messo in viaggiò in tempo, ma peripezie varie non mi hanno permesso di giungere prima. E i doni ce io avevo portato per te sono andati perduti o sono stati rubati. Ho attraversato giungle, superato monti e deserti e ho valicato il mare per giungere a Te. Sono partito dal mio paese con sacchi di dono per Te e mi resta solo questa modesta pigna. Essa è tutto per me, è tutto ciò che mi ricorda il mio paese e il mio popolo lontano e io te la dono". Cristo si chinò verso di lui e prendendolo per le spalle amorevolmente lo sollevò dicendogli: "Humac, in verità ti dico, il tuo dono mi tocca più dei regali preziosi che intendevi offrirmi. Si, Humac, questa pigna è per me il più bello dei doni e voglio offrirti qualche cosa, tale che tu possa farne partecipe anche il tuo popolo". Il Figlio di Dio fece allora un gesto con la mano e la pigna divenne brillante come l'oro che Humac aveva perduto durante il suo lungo e periglioso viaggio. "Ritorna dai tuoi cari e pianta questa pigna come un seme", aggiunse ancora Gesù, "io non ti dimenticherò mai e così pure il tuo popolo". Humac allora riattraversò i deserti, i monti, l'oceano e nuovamente giungle, fiumi e monti finchè fu tornato al paese natio. Piantò la pigna e da essa nacque una nuova pianta, grazie alla quale gli uomini rossi non ebbero più fame. Era nato il mais. E' da allora che il mais è conosciuto solo come pianta da coltivazione e non è reperibile come pianta selvatica, in nessun luogo del continente americano, dal quale è stato importato, ai primi del '500, dapprima in Veneto, donde si è poi diffuso all'Italia settentrionale e da lì a tutta l'Europa. Pure da notare è che nella cattedrale di Cuzco, in Perù, è conservata una statua della Madonna con in braccio Gesù Bambino che tiene in mano non il mondo ma una pannocchia di mais in oro puro.

       

BIBLIOGRAFIA

"Gli Arcani", anno VII N°3
       
     

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