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Il sottile confine del tempo

Viaggio tra veggenza ed intuitività

a cura di Mirco Niero

    

La veggenza è la capacità "intuitiva" di percepire ciò che stà accadendo o dovrà accadere. La veggenza "deduttiva" è invece, la capacità di analisi dei fatti oggettivi realmente accaduti. L'analisi obbiettiva degli eventi può portare a logiche conclusioni che possono avere in taluni casi corrispondenza con gli eventi che si andranno a determinare nel futuro. La veggenza deduttiva o analisi deduttiva, è prevalentemente basata sul calcolo, sul ragionamento, sul buon senso e su buone capacità di giudizio; è uno sforzo prevalentemente affidato alla mente razionale e cosciente. La veggenza intuitiva invece è la capacità di percepire istintivamente fatti o accadimenti che andranno a verificarsi nel futuro anche senza il supporto analitico e deduttivo di realtà oggettive che in qualche modo potrebbero aver determinato tali eventi. Tale capacità di intuizione è una proprietà prevalente della mente irrazionale e subcosciente. In altri termini, la capacità deduttiva si basa sul ragionamento che dice: "Se ci sarà una tal causa, probabilmente ci sarà tale effetto". La capacità intuitiva invece dirà: "Ci sarà questo effetto, probabilmente determinato da tale causa". Specificando ulteriormente, la mente subcosciente può prevedere e prevenire effetti, senza bisogno di conoscere le cause che li possono in qualche modo determinare. Io personalmente, non disgiungo quello che comunemente viene chiamato in forma volgare:"sesto senso" dai sensi comuni o da quelli non ordinari e pertanto nemmeno dal conscio o dall'inconscio. Il "sesto senso" è la capacità istintiva di percepire immediatamente eventi che si possono verificare nell'imminente futuro: pericoli incipienti, eventi gioiosi, risultati sportivi, il sopraggiungere di amici o persone care e quant'altro; nonchè la capacità istintiva ed immediata di leggere nel cuore e nell'animo delle persone e di prevedere fatti e accadimenti riguardanti la loro vita. E' dunque una questione di tempo; la "concentrazione" della mente offre l'opportunità di vedere "qui e ora" la realtà che ci circonda, mentre "l'espansione" della mente offre l'opportunità di vedere in ampiezza verso ciò che è già stato in passato o ciò che potrà essere in un futuro più o meno prossimo. La pratica mentale di espansione e di concentrazione, intesa come esercizio di meditazione, è ampiamente nota nelle pratiche orientali, filosofiche religiose e marziali, nonchè marziali-esoteriche. In oriente infatti, le doti taumaturgiche ed intuitive di certi monaci o mistici come il giapponese: Kobo Daishi, erano addirittura leggendarie. Le doti di prevenzione intuitiva del pericolo di certi maestri e guerrieri, erano considerati addirittura alla stregua di doni divini. In occidente invece, queste doti naturali ed Universali, vengono assurdamente e contestualmente catalogati nell'ambito dei "misteri" ovvero di ciò che non si conosce o si conosce poco...oppure tra le favole della magia da baraccone o addirittura fra le malattie mentali. Presumo che ciò, sia dovuto dal fatto che la civiltà occidentalizzata ha sempre temuto e pertanto combattuto ciò che la sua tanto osannata "razionalità" non può spiegare. In effetti, pensandoci bene, mi chiedo: "Quanto può atterrire al razionalismo più radicale ammettere l'esistenza di un elemento sconosciuto e pertanto -non gestibile- con la sola forza della ragione?" E' forsanche per questo motivo, che molte persone non vogliono ammettere la realtà del "Destino"? Molti dicono e affermano che il destino non esiste! Aborrono l'idea di non poter decidere o disporre della loro vita se non a loro personale piacimento. Altri dicono che è inutile darsi troppo da fare...tanto, tutto è stato già scritto! Pertanto, di conseguenza a tale modo di pensare, finiscono per vivere se non in forma passiva...accettando tutto con fatalismo senza pensare di cambiare niente. I Buddisti spiegano con la parola "Karma" una sorta di legge "causa-effetto", il perchè di ciò che ci stà accadendo e danno spiegazioni sul perchè della "reincarnazione" e altro. Di fatto credo, che qualsiasi spiegazione più o meno accettabile contenga in sè il germe della parzialità umana o umano-divina. Il che non vuol dire che tutto ciò, o altro sia negativo, anzi. Ritengo che tutto ciò serva ad incentivare lo studio e la conoscenza sinceri di un qualche cosa che ci riguarda direttamente e cioè: "Il lato mistico ed invisibile della nostra esistenza".

                    

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