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Le
vostre esperienze con il mistero |
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Hai visto un fantasma? Nella tua casa si
verificano strani fenomeni? Hai avuto un esperienza strana degna di
interesse? Questa sezione è dedicata alle vostre storie. Se hai qualcosa da raccontarci,
mandaci un e-mail con inserita la tua esperienza,
pubblicheremo il tutto su questa sezione.
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INVIA
LA TUA ESPERIENZA
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Il Villaggio
Vacanze
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15 ottobre 2010 |
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Questa estate ho
svolto attività di animatore di villaggio presso una località in
Calabria, nel periodo giugno - settembre. Premetto che si tratta
di una zona costiera che si trova a un centinaio di metri da un
cimitero e che la suddetta zona, secondo fonti locali, sarebbe
molto antica, tanto che il villaggio presso cui ho lavorato
sarebbe sorto dalle ceneri (per così dire) di costruzioni
medievali sopravvissute fino alla prima guerra mondiale circa. E
infine, durante la seconda guerra mondiale, quel luogo sarebbe
stato campo di battaglia e teatro di morti violente. Durante i
primi due mesi non accadde nulla degno di nota, a parte il fatto
che una bambina di 8 anni dichiarava di vedere spesso,
soprattutto durante la notte, una vecchia signora dallo sguardo
orribile, aggirarsi lungo il viale e tra gli alberi, nel bosco
che si trova all'interno. La bambina avrebbe addirittura parlato
una volta con questa fantomatica signora, la quale avrebbe
dichiarato alla piccola "..sto aspettando il treno..". La bimba
mi disse poi che non aveva più intenzione di parlarle, dato che
si mostrava in orride sembianze e ogni volta che la vedeva
comparire, fuggiva. Dapprima pensai a questo fatto come al
frutto della fervida immaginazione della bimba, ma poi capitò
che parlando col proprietario del villaggio, venni a sapere che
proprio da quel viale, nei primi del 900', passavano le rotaie
della ferrovia. Mi accertai che la bambina potesse sapere tale
particolare, ma non poteva, e dunque la cosa mi fece un pò
riflettere. Alla fine del mese di agosto, venni spostato presso
un altro villaggio che si trovava a 100 metri circa di distanza
da quello in cui avevo fin ora lavorato. Dovevo concludere lì il
mio lavoro fino a metà settembre. Appena arrivato, i miei
colleghi d'equipe d'animazione, che avevano lavorato lì a
partire da giugno, mi raccontarono di aver alloggiato in una
villetta del residence ch'era molto più antica dell'intera
struttura e dove, anticamente, come venimmo poi a sapere, viveva
una famiglia di agricoltori. Ebbene, i miei compagni mi
raccontarono di aver visto, durante la notte, una bambina, due
donne, una anziana e l'altra di mezza età e un terribile uomo
anziano. Li intravedevano soprattutto di notte a gironzolare per
le stanze della villetta o lungo il viale che la congiunge al
resto del residence. Venivano disturbati durante la notte da
rumori, respiri affannati, movimenti delle reti dei letti, porte
che si aprivano da sole. A insospettire ancora di più, ci pensò
il ritrovamento, all'interno delle stanze, di scritte fatte con
pennarelli sui mobili. Queste scritte, lasciate presumibilmente
dagli animatori degli anni scorsi, davano indicazioni su come
comportarsi all'interno delle stanze per non "disturbare" queste
presenze. Ad esempio una scritta diceva di non accendere per
nessun motivo il ventilatore. Oltre a questi "disturbi", i miei
compagni avvertivano spesso, soprattutto durante la notte, un
forte malessere fisico (allo stomaco o alla testa) e psicologico
(ira, depressione, disagio, smarrimento), e facevano ogni notte
strani incubi. Quando anche io andai ad abitare con loro,
venimmo tutti spostati in un'altra villetta, vicina alla
suddetta, e nonostante fossi scettico, dovetti ricredermi. Un
pomeriggio tardi notai un ombra molto scura che camminava lungo
il viale e veniva verso di me, la vidi di sfuggita perchè voltai
subito lo sguardo, pensavo fosse un mio collega con i pantaloni
neri che si avvicinava per dirmi qualcosa, ma quando mi voltai
nuovamente per guardarlo meglio non vidi più nulla. Durante la
notte avvertivo strani lamenti provenire dal viale principale,
come se dei bambini si lamentassero. Avvertivamo anche rumori su
porte e finestre, come se delle mani ne toccassero la
superficie. Tra l'altro, nella zona, era nota la vicenda del
così detto "Mezzo Busto". In pratica si narra che durante gli
anni 20', un militare di ritorno dalla guerra, scoprì che la
moglie l'aveva tradito e si getto sulle rotaie della ferrovia.
Da allora numerosi testimoni dicono di aver visto un uomo in
divisa, visibile fino alla vita, con sguardo irato e viso
suggestivo. In particolare mi colpì la testimonianza di un
signore che lavorava da 30 anni nella struttura come bagnino. Ci
raccontò che una notte si trovava alla fine del viale, doveva
chiudere il cancello che portava al mare e che si trova sotto un
ponte su cui passa la ferrovia. Stava cercando di aprire il
catenaccio, ma non ci riusciva, a un tratto cominciò a sentirsi
disturbato e gli venne la pelle d'oca, d'improvviso il
catenaccio si sciolse da solo e la maniglia della porta del
cancello girò da sola e la porta si apri come se una mano
invisibile l'avesse aperta. L'uomo guardò alla sua destra e a
pochi metri di distanza vide il "Mezzo Busto" che lo fissava.
L'uomo corse via impaurito e di ritorno a casa dovette rimanere
steso a letto per 4 giorni con la febbre alta. Queste e altre
strane e singolari leggende si raccontano in quel luogo che
sembra davvero essere molto antico e che tra l'altro, nel 2006
fu sconvolto da una tragica alluvione che però a quanto pare non
causò alcun morto. Solitamente sono un tipo scettico e non so
ancora effettivamente se tutto ciò che ho visto e sentito sia
frutto della suggestione.
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Anonimo |
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La televisione
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29 luglio 2010 |
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Salve a tutti,
vi racconto un'esperienza che mi è accaduta più di 10 anni fà e
a cui non ho saputo mai darmi una spiegazione. Era una mattina
di inverno,in quel periodo non lavoravo, mia madre faceva le
pulizie di casa. In quel momento io stavo sognando di essere a
letto e di accendere la tv su Italia 1. Premetto di non essere
un sonnambulo, sentendo rumori all'interno della mia stanza mi
sono svegliato e con mio stupore ho trovato la tv accesa e
sintonizzata su italia1. Ho chiamato mia madre e gli ho chiesto
se prima passando avesse visto la tv accesa. Immaginate il mio
sgomento.
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Anonimo |
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La Chiesa |
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12 aprile 2010 |
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Abito da oltre
venti anni in un paese della provincia di Pisa; il fatto è
accaduto il giorno di Santo Stefano del 1984. A circa 500 mt da
casa mia vi è una piccola chiesa molto antica, denominata Santa
Caterina, al suo interno vi sono dei bellissimi affreschi
attribuiti a Benozzo Gozzoli; adesso la chiesa è stata
sottoposta ad un restauro e chi viene a vederla presenta su due
lati due aperture che permettono la vista degli splendidi
affreschi, ma nel 1984 era una piccola cappella posta su una
piccola altura, con un piccola porta (sempre chiusa), con nella
parte soprastante una apertura sesto acuto della quale non vi
era finestra alcuna, solo una rete (da pollaio). Premetto che
per visitare la chiesa a quel tempo bisognava chiedere la chiave
della porta al parroco ed alle 23 era ben difficile che la
potesse dare a qualcuno, anzi, non glie l'aveva proprio data.
Quella sera piuttosto buia io e la mia fidanzata si prese l'auto
per uscire passando e, accanto alla chiesa, notammo che la porta
era chiusa (come di solito) ma dalle finestrella proveniva una
forte luce proveniente dal basso; dissi a mia moglie (avevamo
superato da poco circa 20 metri la chiesa) di tornare indietro e
innestai la retromarcia, al che lei prese una vera crisi
isterica, che il luogo da tempi immemori è stato sempre
classificato con un luogo da "paure", e poi nella chiesetta non
vi era a quel tempo un impianto elettrico; ebbi modo di parlarne
con abitanti locali e mi dissero che era un luogo molto
misterioso, adesso a riscrivere di ciò provo ancora i brividi
per un fatto inspiegabile.
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Maurizio |
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La Scuola |
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10 febbraio 2010 |
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Tutte le
esperienze sono incentrate attorno ad un edificio che è nella
mia città, ora adibito a scuola materna ed elementare (che io
stesso ho frequentato), dove durante la prima guerra mondiale
morirono moltissime persone li rifugiate a causa della caduta
del tetto. Premetto che durante i lavori di ristrutturazione ,
nonostante le precauzioni, molti operai sono caduto o hanno
avuto vari incidenti. Ecco le esperienze:
1)Un mio
prozio che all'epoca combatteva in guerra fu fatto prigioniero
per 4 anni e in questo periodo gli nacque una sorella che morì a
causa di una febbre poco prima del suo ritorno in paese...
tornato fu messo come guardia ad una delle entrate dell'edificio
dove tutti si erano rifugiati ma x la stanchezza si addormentò
sulle scale, finchè non si sentì toccare e accarezzare; quando
aprì gli occhi vide una bambina molto ben vestita che gli
sorrideva, le chiese chi fosse ma la bambina non rispose e
continuava a guardarlo e a sorridere, allora lui la prese per
mano per cercare i suoi tra i rifugiati ma quando accese la luce
la bambina era sparita...il giorno dopo riferì l'accaduto a sua
madre e una volta descritta la bambina gli venne mostrata la
foto della defunta sorellina... era vestita con gli stessi abiti
con la quale era stata seppellita...
2) Essendo bidello di giorno e guardiano dell'edificio di notte,
mio nonno aveva il compito, ad una determinata ora, di chiudere
il grande cancello principale che conduceva nell'atrio
esterno...una notte però nonostante lo avesse chiuso con la
solita catena bloccata da un lucchetto sentì dei passi che si
fermavano proprio davanti alla porta dell'appartamento e il
portone che si apriva ... pensò subito ad uno scasso allora uscì
a vedere se ci fossero degli intrusi. Il portone era aperto ma
la catena e il lucchetto erano intatti, come se chi fosse
entrato avesse usato una chiave, allora mio nonno svelto lo
richiuse e corse nell'appartamento finchè non risentì il portone
k si riapriva ... quando tornò si ripresentò davanti a lui la
stessa scena e sporse la testa fuori dal portone per vedere se
ci fosse qualcuno ma ad un tratto il portone si chiuse d colpo e
se non si fosse spostato si sarebbe chiuso su d lui...una volta
corso nell'appartamento non uscì più fino al giorno dopo, ma il
portone era perfettamente chiuso!
3) sempre all'interno dell'edificio...una notte a mio nonno era
venuto mal d denti e decise di spostarsi dall'appartamento fino
alla sala professori per prendere dal posacenere dei professori
un mozzicone d isigaretta ed usarlo non so come per farsi
passare il dolore... controvoglia ma comunque spinto dal dolore
uscì dall'appartamento ed imboccò il grande corridoio dove si
affacciavano tutte le classi del piano... sorpreso del fatto che
non succedesse nulla d strano si tranquillizzò ed arrivò
tranquillamente in sala professori...quando vi entrò una folata
di vento gelido sbattè la porta e tutti i tavoli e le sedie
cominciarono a vibrare molto forte facendosi sbattere l'uno
contro l'altro...allora mio nonno lasciò perdere il mozzicone e
scappò subito nell'appartamento!
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Anonimo |
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Di notte... |
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23 dicembre 2009 |
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Rieccomi di
nuovo dopo 5 anni......sempre la Mia casa, paese Frazione di
Cascia in Umbria(a proposito , ho ho letto che c'è una persona
che forse mi conosce ed ha avuto delle esperienze interessanti
sempre nella stessa zona, se mi vuole contattare:
consolinimarco@hotmail.it ), vado a continuare l'esperienza,
abbiamo una governante che tiene compagnia a mio Nonno di 102
anni (il 17 agosto) sono 2 mesi che in una stanza della casa,
dove lei dorme c'è una presenza che di notte si mette nel letto
accanto a lei ,respira , mugugna e le tocca i
piedi....immaginate che lei si sveglia tutte le notti e vorrebbe
andar via. La ragazza di mio fratello che dice di essere
sensitiva (non ha mai visitato la nostra casa e mai vista una
foto, l'ha descritta nei minimi particolari) mi ha detto che
vede un soldato, morto in zona (forse Tedesco) nella seconda
guerra mondiale che è molto attaccato alla vita e che vaga in
quella stanza, la considera l'unica presenza che vuole farsi
notare, le altre, tutti parenti, ci guardano e ci osservano.
Prossima settimana andrò su e chissà che non possa riscrivere
qualcosina in proposito....
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Crowe |
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Esperienze di
morte |
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5 dicembre 2009 |
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Salve,
complimenti per il sito. Vorrei raccontarvi un aneddoto: la sera
del mio compleanno ho scattato delle foto che non pubblico; in
una foto è presente una strana presenza, come un'ombra di un
viso, ho pensato che fosse il viso di mia zia ma invece era di
mio nonno morto 2 anni fa!! ... mia zia è morta 5 mesi fa.
Un'altra esperienza risale il giorno dopo la morte di mia zia:
ero andato in salone al buio verso le 23.00 quando vedo la sua
sagoma tutta nera sulla parete e mi sono spaventato ma non
volevo svegliare i miei. Mi sveglio alle 6.00 e la sagoma non
c'era più!! Ho l'impressione che mi perseguita! Forse per
salutarmi.
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Anonimo |
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Presenza
Benevola |
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24 novembre 2009 |
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Qualche anno fa
mi trovavo in bagno, era chiusa sia la finestra che la porta,
non passava una sera di fine giugno mi trovavo a casa di mia
cugina in una località di mare vicino Riccione. La mia nipotina
di appena 1 anno si era appena addormentata, il marito di mia
cugina faceva il turno di notte in ospedale ed io decisi di
fermarmi a dormire da lei. Iniziammo a chiacchierare in salotto
e mia cugina tra un discorso e l'altro inizia a parlare di un
caro nipote del marito morto in un incidente stradale e di tutte
le volte che lei ne aveva percepito la sua buona presenza. Mi
raccontò che era un ragazzo in gamba, di sani principi, ottimo
studente poi ad un certo punto lei disse:"Andrea, sei qui vero?"
In quello stesso istante l'abat-jour alla mia destra si spegne e
nel salotto rimane buio pesto. Dopo pochi istanti la lampadina
piano piano si riaccese. Lei disse:"Vedi, ci sta ascoltando!".
Devo ammettere che anche se da qualche anno avevo perso la fede,
dopo la grave malattia di mia nonna, quella sera decisi di dire
una preghiera per questo ragazzo prima di addormentarmi. La
notte stessa verso le 3 mi alzai per andare in bagno e decisi di
controllare se mia nipote dormiva tranquilla nella stanza
accanto alla mia. Vidi un ragazzo sorridente avvolto da una luce
luminosa che accarezzava la mia nipotina con una mano e che
sparì all'improvviso. Vidi che nel sogno la bambina sorrideva,
forse lo stava sognando.
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Anonima |
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Fenomeni
psicocinetici inspiegati |
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10 novembre 2009 |
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Salve, sono
Gianluca di Torino. Dopo aver letto le esperienze delle altre
persone ho deciso di raccontare un fatto curioso accadutomi
quasi due anni fa. Parto con una premessa, io sono sempre stato
interessato a fenomeni paranormali e a tutto ciò che la scienza
cataloga come inspiegabile, non per niente X-Files è la mia
serie preferita. Comunque un giorno di febbraio durante un
uscita con quattro miei amici proposi loro di impegnare parte
del tempo libero nell'investigazione su fenomeni paranormali
(Torino è La Mecca per gente come me). I miei amici accettarono
molto volentieri e dopo qualche giorno mi proposero di fare
visita ad una villa nelle campagne di Moncalieri che era nota
nei dintorni per essere teatro di strani fenomeni. Allora armati
di "coraggio" un sabato sera dopo essere stati in giro a bere
qualcosa verso le 3 di notte ci avviammo verso il posto. La
villa si raggiunge attraverso una strada sterrata collegata alla
statale. Subito mentre percorrevamo questa stradina io dissi ai
miei 3 amici in macchina (io ero nei sedili posteriori) che
forse c'era qualcuno siccome c'era una luce che proveniva da
dentro ma appena i miei amici guardarono oltre la luce era
scomparsa. Entrammo nel cortile, non c'erano luci tranne quella
dei fari della macchina ed io e il mio amico A. scese con me e
dopo gli altri due. Girammo un pò nel cortile e spiammo dentro
ma non notammo niente di particolarmente strano e dopo una
piccola discussione decidemmo di tornare indietro. Salimmo tutti
e quattro in macchina chiudemmo le portiere e parlammo ancora un
secondo prima di partire quando in quell'istante sentimmo un
rumore forte arrivare dal tettuccio dell'auto come se qualcuno
ci avesse dato un pugno. Al che il mio amico alla guida decise
di fare manovra alla svelta e mentre stava ripartendo dopo aver
fatto retromarcia ecco di nuovo lo stesso rumore solo che
stavolta proveniva dal porta bagagli. Io in quel momento m'ero
preso uno spavento tale che ridevo senza spiegazione e arrivati
a casa di quello che guidava controllammo il tettuccio e il
portabagagli, premetto che la macchina era sporca quindi se
qualcosa l'avesse colpita avrebbe dovuto lasciare qualche
traccia quantomeno minima invece nulla. Tuttora i miei amici
sono spaventati e non ne parlano volentieri. Sta il fatto che
nessuno dei tre ha voluto proseguire con altre avventure.
Peccato!
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Gianluca |
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Avvistamento
ufo a Trecenta (Ro) |
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03 ottobre 2009 |
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Saranno state
circa le 13:15 (maggio 2005), giornata splendida nitida e
soleggiata con assenza di nuvole. Avevo appena finito di
pranzare con la mia fidanzata e dopo un diverbio aprii la
finestra lanciando istintivamente gl'occhi al cielo. Senza
pensare a cosa stavo vedendo esclamai "un ufo". Alla mia vista
si presentava un velivolo a forma di disco sospeso a circa 1000
metri d'altezza (per quello che ho potuto constatare)
perfettamente lucido come acciaio, non presentava nessuna
giunta, sembrava un unico pezzo fuso privo di fori, strisce luci
o quant'altro. Per quanto posso supporre avrà avuto un diametro
di circa 8 metri. Lo osservammo per circa 2 minuti fluttuante
sopra la nostra testa, oscillando provocava bagliori di riflesso
della luce del sole come uno specchio. Non faceva nessun rumore
ne fumo da combustione di carburanti, sembrava sfruttasse i
campi magnetici del pianeta terra (mia supposizione). Ad un
tratto fece due manovre di spostamento a zig zag di pochi metri
come dover stabilire una rotta, poi di colpo con una
accelerazione sconosciuta ai nostri velivoli attraversò tutto il
cielo del mio campo visivo seguendo una traiettoria retta ad una
velocità imparagonabile agli aerei di linea, tanto è vero che in
quell'istante ai margini dell'oggetto in questione due aerei di
linea molto più in alto solcavano il cielo lasciando le famose
scie bianche. Il disco invece volava senza lasciare ne tracce ne
rumore e in pochi secondi scomparve all'orizzonte. Da questa
esperienza posso solo capire e avere la conferma di quanto chi
sà ci stia nascondendo la verità sui progressi fatti dall'uomo
(chissà a quale scopo). O forse veramente siamo visitati da
sempre da vita extraterrestre? Resta il fatto che io guardo e
scruto più spesso il misterioso cielo.
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Andrea |
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Spettri a
torre primavera? |
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25 settembre 2009 |
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Mi chiamo Andrea
e sono un ragazzo romano di 17 anni, durante quest'estate sono
stato come ogni anno a Fregene, una sera ho incontrato dei miei
amici abbastanza spaventati che mi hanno raccontato di essere
andati quella stessa notte a Torre Di Maccarese, altresì nota
come Torre Primavera. Raccontavano di aver visto degli spettri,
io ero abbastanza scettico così ci sono andato, eravamo in 6 e
usavamo 3 mezzi di trasporto, mentre andavamo un gatto nero ha
attraversato la strada a tutti, e la luna era tinta di rosso. La
torre è situata fra i campi a pochi passi dal depuratore del
fiume Arrone, appena siamo entrati sul sentiero la temperatura è
scesa improvvisamente di almeno una decina di gradi,senza
contare la nebbia che si vedeva in svariati punti. Siamo
arrivati in prossimità della torre, e qui abbiamo cominciato a
vedere delle ombre nere alte approssimativamente 2 metri se non
di più che si spostavano a una velocità incredibile,e quando li
illuminavamo si allontanavano, avvicinandosi però nelle zone più
buie, le ombre avevano sagome umane, e spesso si intravedevano
due punti arancioni e brillanti che presumibilmente erano occhi,
inoltre vi era anche una figura bianca che se ne stava ferma in
mezzo agli alberi a meno che qualcuno non gli si avvicinasse.
Più erano vicine e maggiore era la sensazione di freddo, e si
vedevano molti banchi di nebbia. Mentre stavamo lì udimmo
inoltre un rumore impressionante, che ricordava quello di un
aereo, guardammo in cielo e non c'era niente,inoltre il rumore
era prolungato e molto più potente e sembrava venire dai campi
(e non poteva venire dal depuratore poichè esso emette un suono
metallico). Quando uscimmo io e un mio amico restammo a
chiacchierare, ad un tratto ci sembrò di vedere le ombre
sull'entrata del sentiero e cominciammo a sentire freddo tant'è
che mentre il mio amico parlava vidi del vapore uscire dalla sua
bocca (come quello che si vede quando si respira in inverno).
Allora ci allontanammo. La stessa sera tornando a casa vidi
della nebbia intorno ai lampioni vicino a casa mia e percepii
molto freddo (oltre alla sensazione di non essere solo), al chè
mi feci il segno della croce e la nebbia e il freddo sparirono.
La notte per me non fu facile prendere sonno, tant'è che dormii
con la luce sul comodino accesa;mentre stavo per addormentarmi
guardavo la luce e vidi un improvviso quanto rapido calo di
tensione, inoltre sentii a intervalli regolari di circa 5
secondi un ticchettio su una bottiglia vuota (che tra l'altro
avevamo sul tavolo della cucina quella notte) provenire dalla
zona della cucina. Verso Le 5 di mattina mi svegliai di
soprassalto poichè udii il suono della già citata bottiglia che
scoppiava come schiacciata da qualcuno, anche se il rumore era
di una potenza impressionante tanto che non solo mi svegliai ma
mi sedetti anche con il cuore che pompava a mille. Fui l'unico
della mia famiglia a sentirlo (inoltre la bottiglia era
intatta). Non riesco sinceramente a capire se il rumore fu reale
o venne in qualche modo proiettato nei miei sogni. L'episodio
della Torre mi ricordò inoltre di una sera qualche giorno prima
in cui ritornando a casa(peraltro vicina alla Torre) presi una
via buia e deserta quando vidi sulla strada 4-5 ombre altissime
che si muovevano a grande velocità lungo la strada, mi fiondai
di corsa sotto un lampione e le ombre svanirono,quella sera non
ci feci molto caso. Ci tornammo la sera dopo con altre persone e
non vedemmo niente per circa un'ora (la luna aveva la sua solita
colorazione e non c'erano freddo e nebbia) poi andammo proprio
davanti alla torre (dove non avevamo osato avvicinarci la sera
prima) e seguendo una leggenda del luogo secondo cui se massimo
5 persone danno 3 calci alla porta qualcuno o qualcosa risponde,
abbiamo colpito ripetutamente la porta di ferro e abbiamo
sentito rumori stranissimi provenire dall'interno. C'è da
precisare che la torre è sigillata e le sue finestre sono
sbarrate come quelle di un carcere oltre che sigillate
anch'esse. Comunque io ho sentito come un rumore di chiavi o
monete, mentre gli altri no, ma in più d'uno abbiamo sentito il
rumore di qualcosa di pesantissimo e probabilmente di metallo
che cadeva, una risata un tamburellare di dita, una specie di
ticchettio dall'altra parte della porta, noltre sentimmo due
voci bisbigliare, ho sentito anche un potente fruscio e credo
anche se non ne sono certo di aver sentito il rumore di un
orologio a pendolo. Davanti alla porta eravamo in 5 quando un
mio amico (forse il più recettivo fra noi, nonchè colui il quale
ha visto a Torre Primavera le ombre per primo), nota come un
volto in mezzo ai cespugli, girandomi noto anch'io il volto di
cui non saprei descrivere bene le fattezze se non per gli occhi
brillanti, notammo ombre e nebbia tutt'attorno a noi e sentimmo
un freddo pungente allora cominciammo ad allontanarci, fra gli
alberi davanti alla torre (dove avevamo visto la figura bianca)
vidi una specie di foschia bianca che ricordava vagamente la
forma di un corpo che si muoveva lentamente fra i suddetti
alberi. In mezzo al buio vedevamo innumerevoli puntini arancioni
e brillanti. Mentre ce ne andavamo in motorino un paio di quei
puntini ci stavano tranquillamente dietro, nonostante andassimo
a circa 45 Km/h,inoltre ora la luna aveva una colorazione che
tendeva al rosso, io e il mio solito amico restammo la davanti,
verso l'entrata del sentiero vedemmo di nuovo una serie
impressionante di puntini arancioni. Li vedemmo anche per altre
sere inclusa quella seguente, la luna era sempre rossastra.
Qualche giorno dopo l'avvenimento ho iniziato a sentire il
rumore che mi ricorda il suono che pareva di aereo che avevamo
udito la prima notte anche se più attenuato e come se fosse in
lontananza, in particolare ha cominciato a intensificarsi nella
quantità da quando sono tornato a Roma, ora che è trascorso
quasi un mese, lo sento svariate volte al giorno, e non riesco a
capire se lo sento solo io o anche gli altri, perchè nessuno
nella mia famiglia sembra notarlo, inoltre non capisco se è un
rumore normale. Magari per quanto riguarda il rumore mi sono
solo lasciato impressionare, ma per quanto riguarda gli eventi
di Torre Primavera, erano autentici e non sono solo io a dirlo
poichè almeno 10 persone alcune che prima erano scettiche (fra
cui me) affermano di aver visto qualcosa, io non so cosa fosse
ma di sicuro qualcosa c'era.... P.S. Alcune persone hanno visto
le figure anche in notti con la luna di colorazione normale o
addirittura assente, probabilmente è un caso che io le abbia
viste sempre con la luna rossa.
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Andrea |
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Presenza in
stanza chiusa |
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20 settembre 2009 |
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Qualche anno fa
mi trovavo in bagno, era chiusa sia la finestra che la porta,
non passava un filo d'aria, vanti a me c'era un mio paio di
scarpe. Erano entrambe perfettamente allineate e poggiavano
perfettamente sul pavimento, le stavo fissando quando
all'improvviso la scarpa destra si è capovolta e ha rotolato per
qualche centimetro, sinceramente non so come sia possible e
anche se può sembrarvi una cavolata, pensateci su e ditemi come
fa una scarpa a muoversi da sola. Aggiungo che non credo e non
ho mai pensato di avere poteri paranormali, è stato qualcosa a
muovere la scarpa.
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Andrea |
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Una bambina
misteriosa |
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12 settembre 2009 |
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Ciao, vi scrivo
per raccontarvi un episodio davvero strano.. che mi è accaduto
il mese scorso.. e ancora oggi mi fa venire i brividi.. e mi
tiene sveglia. E' il 10 agosto, contentissima di essere
finalmente libera dagli impegni universitari, e senza genitori
tra i piedi (partiti per le vacanze).. mi sveglio e vado a fare
visita a mia zia, che non vedevo da tempo, una donna
simpaticissima e molto solare, quella mattina mi accorgo subito
che c'era qualcosa di strano, perchè la trovo a casa, seduta sul
divano.. abbastanza triste e pensierosa.. le chiedo cosa fosse
accaduto.. ma mi tranquillizza dicendomi che è solo un po' di
stanchezza.. non molto convinta dopo un po' comunque vado via.
La mia giornata trascorre come una solita soleggiata giornata di
agosto.. mare.. amici.. risate.. poi mi metto d'accordo con un
amico per andare a vedere le stelle cadenti.. per me un rito..
da fare ogni anno.. al mio amico però accade un imprevisto e non
riesco ad andare sulla spiaggia. Con un po' di tristezza alla
fine decido di rimanere a casa con delle amiche per vedere un
film.. e di vedere le stelle dal mio balcone. Dopo il film..
verso le 00:30 le mie amiche decidono di andare.. io
convintissima a voler fare l'alba vedendo le stelle.. mi preparo
un caffe.. e una comodissima sedia a sdraio .. mi piazzo fuori
al balcone con un po di musica a tenermi compagnia. Naso in su..
resto per almeno 3 ore bella sveglia e pimpante.. contentissima
di aver visto 6 stelle cadenti.. ma ad un tratto guardo l'ora..
erano circa le 4 di mattina.. decido di rientrare.. mi alzo ..
resto qualche minuto in piedi affacciata al balcone.. e vedo una
bimba con un vestitino rosa a giro maniche.. con delle scarpine
bianche lucide.. che brillano alla luce dei lampioni.. la bimba
avrà avuto circa 5 o 6 anni, correva veloce su un triciclo
giallo con le ruote rosa.. allora mi meravglio.. mi strofino gli
occhi .. guardo di nuovo l'ora.. erano le 4:20.. penso che la
bimba sia scappata di casa.. allora inizio ad urlare :"bimbaaaaaaa..
bimbaaaa.. fermati.. è pericoloso.. bimbaaaaaaa".. penso di
chiamare i carabinieri.. ad un tratto la bimba gira l'angolo e
non la vedo piu. Rimasi sveglia per un altra ora.. non sapevo
cosa fare.. mi sentivo quasi in colpa per non averla fermata..
per non aver fatto nulla.. ma dopo un po mi metto a letto.La
mattina dopo vedo il telegiornale.. non so cosa mi aspettassi..
poi decido di uscire .. fare un giro per sapere se qualcuno
aveva denunciato una scomparsa.. o se magari qualche vicino
avesse visto qualcosa. Cammino cammino.. arrivo a casa di mia
zia.. decido di raccontarle l'accaduto.. ma appena la vedo, lei
mi confessa che il giorno prima era molto triste perché proprio
il 10 agosto di circa 6 anni prima era venuta a mancare la
figlia di sua cognata (una signora che io non conosco
benissimo).. mi dice che la bimba ora avrebbe avuto 6 anni.. io
resto subito colpita.. rabbrividisco.. ma non dico una parola.
Poi lei aggiunge che la cognata proprio quella mattina l'aveva
chiamata raccontandole di aver fatto un sogno strano.. io sempre
zitta.. resto ad ascoltarla. La cognata di mia zia le aveva
raccontato di aver sognato una bambina con un vestitino rosa.. e
scarpette bianche .. che girava con il suo triciclo rosa e
giallo intorno al suo letto. Io spalanco gli occhi.. intanto
avevo i brividi.. tremavo.. non riuscivo a credere a ciò che
sentivo.. era impossibile.. io quella bambina l'avevo vista..
l'avevo vista davvero.. non era un sogno.. allora racconto
subito tutto l'accaduto a mia zia.. entrambe rimaniamo
pietrificate. Io non ho sognato.. sono sicura di ciò che ho
visto.. anche se alcune volte, pensandoci, mi convinco di aver
sognato.. ma tutti quei dettagli cosi uguali. Che io abbia
davvero visto la stessa bambina.. un fantasma.. che andava a
trovare la madre per il suo sesto compleanno? Che esista una
vita dopo la morte.. in cui si continua a crescere.. a
"vivere"..?? Che le persone che amiamo e che non ci sono piu
restano comunque vicine a noi, in un modo molto piu "reale" di
quanto si immagina?? E' stato il destino a volermi proprio li..
in quel momento.. in quel posto.. a farmi vedere questa scena?
Perché ho visto questa cosa? Ho tante domande.. e non avrò mai
una risposta. Vi assicuro solo che dopo questo episodio la mia
vita non è stata piu la stessa.. vedo e vivo le cose
diversamente. Vi saluto!
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Luisa |
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Black Out |
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20 febbraio 2009 |
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Premetto che sia
io che mio padre siamo assolutamente agnostici e scettici su
tutto ciò che è paranormale, nonostante ciò devo riferire un
fatto strano accaduto in casa mia qualche anno fa. Era piena
notte e dormivo beato, ad un tratto mi sveglio di soprassalto e
noto con stupore di aver dimenticato la persiana di camera mia
aperta (ero sicuro di averla chiusa);ad un tratto, proprio
mentre osservo l'esterno, i lampioni sulla strada si spengono di
colpo, la situazione di Black-out dura qualche minuto, dopo di
chè si riaccende tutto; tempo qualche secondo e dalla cucina si
sente un bussare ritmico sul tavolo di legno, ma non colpi
singoli ripetuti, più un tamburellare ritmato; mio padre
svegliatosi per il trambusto mi incita dalla camera da letto di
smetterla di fare rumore, al chè io (in preda al terrore) gridai
"Non sono io pa!". Questi pensando a un ladro si alza di scatto
per andare in cucina, io lo seguo e... la finestra era
spalancata ma la persiana chiusa! Non ho mai creduto in spettri
e fantasmi e sono scettico tutt'ora ma ammetto che quando
ripenso a quella sera mi vengono i brividi e sia io che mio
padre non riusciamo a darcene una spiegazione razionale. P.S. Il
Black-Out non è stato notato da nessuno nella zona e nemmeno i
giornali locali ne hanno parlato nonostante l'illuminazione
fosse sparita in tutta la zona
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Anonimo |
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Bene e Male |
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12 gennaio 2009 |
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Premetto di non
essere mai stata una grande appassionata di paranormale, anche
se, in piccola parte, mi sono informata quanto basta
sull'argomento. Vi volevo raccontare la mia esperienza ed
eventualmente avere un'opinione da parte di qualcuno. Un lunedì
sera, dopo aver svolto i miei compiti per l'università, mi sono
connessa a internet. Navigando tra un sito e l'altro, senza
sapere bene cosa cercare mi sono imbattuta sull'immagine della
sacra sindone. Mi soffermo a lungo a leggere le opinioni
critiche (sono molto curiosa, in generale) e poi decido verso
mezzanotte di andare a coricarmi. Mi torna in mente la foto
della sindone. Inizio a riflettere..se Dio esistesse davvero? Se
la sindone fosse la prova della resurrezione? Se Dio esiste, lo
stesso varrà per il Demonio?Noo..non farti suggestionare da
un'immagine, pensavo!!! Infatti personalmente non mi reputo una
persona cattolica. Ebbene ero sul punto di dormire quando sento
dei rumori.. prima fruscii, poi passi. Pensavo fosse un ladro!
Poi ad un certo punto mi sono sentita toccare la testa da
qualcosa di molto freddo, ma impalpabile, privo di consistenza.
Ho avuto un brivido di terrore. Tutto questo sarà durato una
manciata di secondi, ma non mi so dare una spiegazione, anche se
di una cosa sono convinta: che non è stata la mia immaginazione.
Qualcosa c'era.
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Anonima |
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Magdalena |
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05 dicembre 2008 |
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Vorrei
condividere la mia esperienza di vita con voi, credo che a
questo punto sia più utile ad altri che a me stessa come
compianto per quello che mi è successo, oramai inesorabilmente
irreversibile. Magari sarà una lettera come tante altre, magari
nemmeno sarà letta, resterà lì in un angolo del vostro ufficio e
sarà catalogata come una delle tante lettere strampalate che vi
arrivano di tanto intanto, ma mi sta bene che il caso faccia il
suo gioco come è sempre stato, o che il destino imponga le sue
direttive, lascio a voi decidere quale sia l’opzione più
plausibile delle due, fatto sta che per quel che mi riguarda non
le distinguo più.
Vi dirò che mi chiamo Magdalena, come la mia bisnonna, in quanto
credo che la mia identità sia irrilevante, sono giovane e forse
anche un po’ ingenua, passionale e purtroppo malata, malata di
un dolore che niente ha mai saputo curare da quando venni alla
luce una mattina di autunno.
Sono sempre stata una bambina solitaria, non è che non mi
piacessero le persone non fraintendetemi, adoravo la loro
presenza, il suono delle loro voci, il loro profumo, il loro
essere vivi e pieni di vita, ma purtroppo erano proprio queste
caratteristiche che mi facevano sentire diversa, vuota, come un
guscio, come se in me ci fosse non so quale meccanismo
inceppato, visibilmente inceppato, che mi permetteva di salvare
le apparenze ma che mi faceva morire dentro; in me era come se
esistesse un pozzo enorme e infinito in cui ogni immersione era
sempre più faticosa e dolorosa. La malinconia era la mia
migliore amica di quei giorni, evidentemente non solo io mi
accorgevo che qualcosa in me non andava: nessuno mi si
avvicinava e quelli che lo facevano, finivano spesso con il
ripudiarmi o l’umiliarmi, in capaci di additarmi per un peccato
preciso. Un’eretica di cui non si conosceva l’eresia. Ho vissuto
con questo incubo 15 anni della mia vita, 15 anni durante in
quali non sono mai riuscita a capire chi fossi, mi negavo a me
stessa, negavo a me stessa la comprensione dei miei pensieri,
dei miei sogni, delle mie necessità, costringendomi alla
convivenza con lo “spettro di me stessa” o meglio con l’eco
della mia persona. Vorrei che fosse più semplice descrivervi
questo, ma il fatto è che è impossibile essere più precisi. Ma
come ogni cosa a questo mondo, niente rimane la stessa troppo a
lungo.
Una mattina, credo intorno ai 15 anni, mi sono alzata
velocemente dal mio letto, mi sentivo avvampare (un po’ come
quando ci si costringe sotto le coperte troppo a lungo); mi sono
diretta al bagno e poi a bere un po’ d’acqua come di abitudine,
ma qualcosa attirava di continuo la mia attenzione. Era come se
per me fosse difficile non distrarmi, nonostante sia sempre
stata una persona fin troppo posata, quieta e immobile. Non
saprei dirvi nemmeno adesso che so di cosa si trattasse, quale
dei miei sensi fosse quello che maggiormente aveva iniziato a
lavorare, ma fatto sta che in un solo momento percepivo profumi,
ronzii e sensazioni inebrianti in una stanza perfettamente
silenziosa. Era come se qualcuno mi avesse aperto non so quale
valvola che comprimeva tutto ciò che navigava in me e di colpo
l’avesse fatto defluire nelle mie vene con un impeto tale da
disorientarmi e impaurirmi a morte. Sentivo come un urlo, che
non riuscivo a far tacere, un desiderio che voleva far gridare
anche me… che voleva farmi urlare al mondo che anche io, adesso,
ero viva. Da quella notte, niente, nella mia vita fu più la
stessa. Una volta ho letto su un libro, che per ognuno di noi
esistono notti come quella, in cui per “illuminazione” tutto
diventa chiaro e le sabbie mobili della mente si ritirano
permettendoci di afferrare un appiglio e ricominciare. Notti in
cui avvengono cambiamenti, a volte impercettibili a volte
drastici, come nel mio caso.
Da quel giorno, ho iniziato ad attrarre le persone. Inizialmente
la diffidenza è la prima emozione di cui le loro guance si
tingono, si riconosce bene, è il colore cremisi del sangue che
si fonde impercettibilmente all’incarnato, proprio sugli zigomi.
Poi però la curiosità umana ha il sopravvento su questo e
nascono le prime parole tra di noi, bastano spesso quelle e le
persone si rendono conto che io ho qualcosa di diverso rispetto
a loro, ma che questa volta non tende ad allontanarli bensì ad
avvicinarli inesorabilmente a me. E’ un processo, la cui
lunghezza varia in base agli individui con cui interloquisco, ma
l’effetto che ha su di me è il medesimo: dal primo contatto che
ho con loro è come se si venisse a creare un filo tra di noi che
mi permette di sondare la persona che ho di fronte. E’ come se
io ricevessi su me stessa in anticipo le sensazioni che essa
proverà a seguito delle mie parole è come se io potessi condurla
ovunque, se solo lo volessi. E’ una sensazione quasi inconscia
inizialmente, di fatto, lo era, nasceva così, senza che ne fossi
realmente consapevole: stringevo “amicizia” con una persona e
stranamente questa si apriva con me quasi ne fossi il
confessore. Sapevo le sue reazioni, le sue avversioni, il modo
in cui porre le domande o i fatti per raggiungere il mio
obiettivo.
Il mio obiettivo… il mio obiettivo è sempre stato quello di
aiutarle in fondo, anche se non volevo, le mie parole portavano
e tutt’ora spesso portano al loro bene. Ma so anche che lo scopo
per cui ho ricevuto questa dote non è questo.
Non sono una nuova Madre Teresa, perché ho usato questo anche
per fare del male, a mio vantaggio, subdolamente e ne ho
ricavato un piacere viscerale. Quando sento il loro cuore
pulsare sangue all’impazzata, in preda al terrore, all’angoscia
o alla frenesia mi sento morire e resuscitare all’istante… e non
esiste niente, niente che regga il paragone. So, perché oramai
mi è chiaro con la maturità, che il sangue è ciò a cui non
riesco a resistere. Ne sono rapita, eccitata, ammaliata e
inebriata. Il suo profumo, che traspare dalla pelle delle
persone che mi circondano, è ciò che più mi attrae e che
desidero. E se solo volessi… dio solo sa che cosa non farei. Una
cosa è certa, so che mai una goccia di troppo, finché avrò vita,
dovrà toccare le mie labbra, diventerei pazza, non resisterei…
ma fino a che mi trattengo un po’ e instauro rapporti con le
persone, la mia anima e le mie quattro ossa sono salve. La mia
salvezza deriva dal fatto che “Il Risveglio” (termine che una
vostra collaboratrice ha usato nell’articolo che mi ha permesso
di conoscervi) è avvenuto quando ormai avevo imparato a
convivere con chi erroneamente consideravo come me. E’ arrivato
quando una parte di me aveva imparato le emozioni e ciò
innegabilmente mi ha reso un po’ più incline alla pietà. E’
bastato frenarsi e mantenere l’illusione di considerarli
fratelli. Anche se quando si stringono rapporti stretti in cui
entrano in gioco i sentimenti e la passione… la mia componente
frenante, rischia di non effettuare il suo compito. Il sangue è
sangue. E al mondo, nonostante tutto, esistono persone con cui
anche i vampiri come me, normalmente un po’ asociali, possono
legare intimamente. Della mia razza, come dico io, però ne ho
incontrati davvero pochi, molti erano giovani esaltati che
esulavano dalla noia di tutti i giorni dichiarandosi Bevitori Di
Sangue, i quali ostentavano le cicatrici procuratesi a vicenda
spesso in situazioni piuttosto disdicevoli; molti altri invece
erano solo seguaci delle più comuni mode o dell’occultismo. Solo
due, fra i tanti tipi assurdi che ho conosciuto quando tentavo
di capire se fossi l’unico essere in queste condizioni, solo due
riconobbi essere miei simili. Li trovai in mezzo alla gente, un
pomeriggio di due inverni fa… i miei occhi li isolarono
immediatamente e tutto il mio essere si sintonizzò su quelle due
figure apparentemente normali, ma che celavano un’interiorità
impenetrabile proprio come la mia. Una volta raggiunti,
incrociai i loro occhi e non ci fu bisogno di altro. Sapevo già
tutto quello che c’era da sapere. E’ stato come trovare altri
superstiti dopo un disastro aereo, sapere che da qualche parte
esiste anche un’origine e non solo una fine. Vi confesso che è
avvilente e doloroso vivere così… voi conoscete perfettamente il
vostro percorso che è alle vostre spalle, la vostra evoluzione,
le vostre caratteristiche genetiche… persone come me vivono di
supposizioni, di leggende, di castelli per aria che spesso ci
dipingono come mostri… forse in passato lo sono stati, non
saprei dirvelo, so solo che io e forse altri, ci siamo creati
una scelta, la scelta di non distruggere, di non ferire ne
abusare. Sopravvivere, senza nuocere agli altri, senza privarci
di ciò che ardentemente vogliamo. In fondo forse è più semplice
pensarla come una dieta: uno, due bicchieri al giorno, per
tirarsi un po’ su dalla spossatezza… che è una delle
conseguenza, ma non è niente di tragico in fondo, si è solo più
distratti, impacciati e sbadati di giorno. Una sorta di
ubriachezza senza euforia. Svanisce al crepuscolo comunque. Mi
vengono in mente tutte quelle erbette e le tisane che mia mamma
mi faceva bere per dormire la notte, adesso mi fa sorridere il
fatto che non funzionassero. A volte mi devo costringere a
riposare un paio di ore per notte, ma il sonno vero e proprio
sopraggiunge solo all’alba permettendomi di dormire solo qualche
ora prima della sveglia. Spesso recupero nel pomeriggio. Credo
che le mattine di estate siano comunque le peggiori per me, il
solo è quasi accecante e la temperatura è davvero troppo alta,
la sete è tremendamente pungente, appena posso vado verso la
montagna, che offre un clima decisamente migliore. L’unica cosa
che ancora mi tormenta è la malinconia di sentirsi diversi
costantemente, è l’aspetto psicologico del mio cambiamento, il
corpo si evolve normalmente, ma nel mio cuore si formano
domande, paure, dubbi e riflessioni a cui forse nessuno mai darà
risposta, che mi dilaniano e rendono interminabili le mie
giornate. Sono il marchio, sono il peso che ogni vampiro porta
nelle ossa a ricordo della sua solitudine. Vorrei che questo in
qualche modo ci avvicinasse un po’, ma sono solo parole le mie,
uno sfogo e una parola per chi è solo quanto me.
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Magdalena |
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