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Storia Egizia

  

  
 
  

La misura del Tempo

di Flavio Barbiero

     

    
  
 

Il Calendario Egizio

a cura di Laura Quattrini

    

Per gli egiziani un anno era diviso in 365 giorni e in 12 mesi di 30 giorni, più 5 aggiuntivi alla fine dell'anno. Inoltre le stagioni erano tre, di quattro mesi ciascuna: AKHIT (l'inondazione), PERIT (l'uscita dalle acque), CHEMU (il raccolto). In origine i mesi erano indicati con numeri ordinali, più avanti vennero loro attribuiti i nomi. L'inizio dell'anno era determinato dal sorgere della stella Sothis (Sirio), che doveva coincidere con il primo giorno di inondazione a Menfi. Visto che però i cicli di Sirio sono di 365 giorni e un quarto (come quelli del Sole) le date dell'inondazione e del sorgere di Sothis subivano uno scarto di un giorno ogni quattro anni in quanto gli egiziani non usavano gli anni bisestili. La perfetta coincidenza, con un anno di differenza, si aveva 1461 anni dopo (periodo sothiaco). Avendo notato questo scarto (a cui avrebbero posto rimedio più tardi) gli Egiziani utilizzavano due calendari, uno ufficiale ed uno (completamente in disaccordo col primo) che serviva per la vita reale. Nonostante questi problemi è stato possibile, grazie anche alle iscrizioni delle piramidi, calcolare l'anno di inizio dell'Antico Impero nel 2783 a.C.

       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

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