|
Per gli egiziani
un anno era diviso in 365 giorni e in 12 mesi di 30 giorni, più 5
aggiuntivi alla fine dell'anno. Inoltre le stagioni erano tre, di
quattro mesi ciascuna: AKHIT (l'inondazione), PERIT (l'uscita
dalle acque), CHEMU (il raccolto). In origine i mesi erano
indicati con numeri ordinali, più avanti vennero loro attribuiti
i nomi. L'inizio dell'anno era determinato dal sorgere della
stella Sothis (Sirio), che doveva coincidere con il primo giorno
di inondazione a Menfi. Visto che però i cicli di Sirio sono di
365 giorni e un quarto (come quelli del Sole) le date
dell'inondazione e del sorgere di Sothis subivano uno scarto di un
giorno ogni quattro anni in quanto gli egiziani non usavano gli
anni bisestili. La perfetta coincidenza, con un anno di
differenza, si aveva 1461 anni dopo (periodo sothiaco). Avendo
notato questo scarto (a cui avrebbero posto rimedio più tardi)
gli Egiziani utilizzavano due calendari, uno ufficiale ed uno
(completamente in disaccordo col primo) che serviva per la vita
reale. Nonostante questi problemi è stato possibile, grazie anche
alle iscrizioni delle piramidi, calcolare l'anno di inizio
dell'Antico Impero nel 2783 a.C.
|