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L’Ibisco nero non esiste, ma…
“La primavera avanzava ed i primi fiori sbocciavano: si
accorse tuttavia, con una punta di delusione, che erano più
grandi di quelli della sua patria, ma più sbiaditi e meno
profumati... il sole chiaro del Nord scaldava poco!
Solo le clematidi si schiudevano viola ed impenetrabili. Ben
presto crebbero così fitte che Astarte dovette reciderne i
rami, perché non ombreggiassero troppo i fiori d’ibisco, che
crescevano rigogliosi in tutte le tonalità di giallo e di
rosso, sempre più scuro, finché ne scoprì uno nero!
Probabilmente si trattava di un carminio particolarmente
intenso ed il bocciolo chiuso pareva bruno. Però che strano!
Soprattutto considerando il pallore degli altri fiori.”
Da: “Adrion cerca Nezia” di Aurora Prestini, pagg.
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L'Ibisco
(Hibiscus, L.) è un genere delle Malvaceae che comprende
circa 300 specie tra piccoli alberi, arbusti e piante
erbacee annuali o perenni. Il nome deriva dal greco e
probabilmente fu assegnato da Dioscoride, il più famoso
medico dell’antichità, vissuto nel primo secolo dopo Cristo.
Originario delle zone temperate dell’Asia, cresce oggi anche
in Europa, Nord America e zone tropicali; produce talvolta
esemplari alti fino ad oltre 2 m a seconda della specie. È
comunque un arbusto a foglie caduche, molto diffuso in
coltivazione come pianta ornamentale, nei giardini e come
arredo urbano. Ha portamento eretto, ben ramificato, la
corteccia è grigia, liscia, tende a divenire rugosa e
profondamente segnata con il passare degli anni. Il fogliame
è di forma ovale, pre senta
tre lobi di forma varia, più o meno evidenti a seconda
dell’esemplare; di colore verde medio, le foglie sono
seghettate. Dalla primavera inoltrata fino ai freddi
autunnali produce, all’apice dei fusti, grandi fiori
solitari, a forma di campana, di colore vario, nei toni del
rosa, del bianco e del viola, con gola in colore
contrastante; esistono numerose coltivazioni di ibisco, con
fiori dai colori più vari, ed anche a fiore doppio o
stradoppio. Queste piante hanno uno sviluppo abbastanza
vigoroso, quindi è consigliabile potarle dopo la fioritura,
prima dell’arrivo dell’inverno ed intervenire anche a fine
inverno, levando i rami eccessivamente rovinati e
disordinati; la potatura a fine inverno ha anche il
vantaggio di favorire lo sviluppo di nuovi rami, che
porteranno i fiori. Ai fiori seguono i frutti, grosse
capsule semilegnose, di forma ovale, che contengono i semi.
Ama molto il sole ed il caldo, predilige posizioni molto
luminose, esposte direttamente ai raggi solari e ama le
estati molto calde e lunghe. Può sopravvivere anche in
condizioni avverse, anche se l’ombra causa scarse fioriture,
così come un’estate molto fresca. Queste piante non temono
il freddo e possono sopportare senza problemi gelate intense
anche di lunga durata, anche se può capitare che alcuni dei
rami dissecchino a causa del freddo.
Bisogna ovviamente annaffiare le giovani piante da poco
messe a dimora, in modo da favorire lo sviluppo
dell’apparato radicale; ma poi ci si accorgerà che sono moto
rustiche e
di facile coltivazione: possono sopportare lunghi periodi di
siccità, ed anche brevi periodi con presenza di acqua
stagnante sulle radici. Inoltre si accontentano di qualsiasi
terreno, anche povero e sassoso pur prediligendo quelli
freschi, mediamente ricchi di humus, con un buon drenaggio.
L’ibisco può essere coltivato in vaso, ponendolo in un
recipiente capiente; però bisogna ricordare che va rinvasato
ogni 2-4 anni.
La moltiplicazione avviene generalmente per seme, in
primavera; l’ibisco tende con facilità ad autoseminarsi, ma
dal seme è difficile ottenere piante identiche alla madre e
perciò è meglio praticare talee, prelevandole dai rami che
non hanno portato fiori; bisogna tener presente che i nuovi
germogli vengono molto spesso attaccati dagli afidi, che
portano anche allo sviluppo di fumaggini; inoltre durante
l’estate il fogliame può venire vistosamente rovinato degli
acari, che si posano sulla pagina inferiore delle foglie.
Nell'Italia centro-meridionale si trova come specie
spontanea, nelle scarpate o prode di fiumi l'Hibiscus roseus,
bella pianta simile all'Althea con alti steli ricoperti di
grandi fiori di colore rosa vivo.
Abbastanza diffuso è comunque anche l’Hibiscus Palustris in
italiano Ibisco palustre pianta erbacea perenne a foglie
caduche, originaria dell'Asia e del continente americano,
che sviluppa fusti legnosi eretti, alti 80-150 cm, ricoperti
da una sottile peluria, larghe foglie ovali, talvolta
allungate o trilobate, verdi sulla pagina superiore,
biancastre e tormentose sulla pagina inferiore, dentate; per
tutta l'estate produce numerosissimi fiori a forma di
imbuto, larghi 15-20 cm, di colore bianco o rosa, esistono
anche ibridi con fiori rosso intenso. Per favorire una
fioritura più abbondante si consiglia di asportare i fiori
appassiti; in autunno la pianta perde completamente le
foglie e talvolta tutta la parte aerea, che si svilupperà in
maniera vigorosa la primavera successiva. In natura questi
arbusti costituiscono larghe colonie, nei pressi di paludi o
di corsi
d'acqua lenti e poco profondi. In genere queste piante si
sviluppano sulle rive di corsi d'acqua o di paludi, anche in
vicinanza di acque salmastre, ma sono meno resistenti al
freddo delle altre e difficilmente sopportano la siccità.
L’incrocio tra ibisco e “palustris” ha dato origine a l'Hibiscus
moscheutos che hanno dato origine a varietà dai fiori dai
colori rosso, rosa, bianco, giallo e arancione… ma niente
nero, comunque!
Le sue proprietà farmacologiche sono state confermate dalla
ricerca moderna: funge da antisettico, astringente,
colagogo, emolliente, digestivo, diuretico, purgativo,
refrigerante, resolvente, calmante, stomachico e tonico.
Tutte le parti della pianta sono utili dal punto di vista
medicinale. Le foglie sono emollienti, diuretiche,
refrigeranti e sedative, mentre i petali, i semi ed i calici
maturi presentano le proprietà diuretiche e antiscorbutiche.
I frutti sono antiscorbuto. Le radici amare sono usate come
aperitive e tonico, ma hanno spiccate qualità emollienti,
anche come rimedio alla tosse. I fiori dell'ibisco fanno lo
shampo eccellente. L'estratto del fiore è stato usato in
molti rimedi ai disordini del fe gato,
alta pressione sanguigna e come afrodisiaco, anche se quest’ultimo
impiego è stato molto contestato. Allevia i problemi dello
stomaco, zucchera l'alito e sostiene i nervi. L'assorbimento
quotidiano del tè dell'ibisco è utile per la riduzione della
pressione sanguigna alta.
Coltivato da sempre e largamente impiegato in cucina (le
insalate di malvacee sono famose presso gli antichi romani,
non foss’altro che per le indigestioni che ne faceva
Cicerone) viene considerato un fiore ornamentale solo in
epoca moderna. Notizie precise sulla sua coltivazione ci
sono state riportate da Ghislain de Busbeck, ambasciatore
fiammingo alla corte di Solimano il magnifico a
Costantinopoli; durante la sua permanenza in Asia Minore
studiò la botanica inviando numerosi esemplari, tra cui
l’ibisco, in Olanda.
In Polinesia, da sempre, l’ibisco è portato tra i capelli
dalle ragazze; i ragazzi invece sono soliti a poggiarne
un fiore sull’orecchio destro, se sono fidanzati,
sull’orecchio sinistro, se sono “liberi”.
Altre specie erbacee originarie del Nord America sono l'Hibiscus
militaris dai larghi fiori campanulati colorati di
rosa-crema, ma le specie più utilizzate come piante
ornamentali sono le numerose varietà di Hibiscus syriacus,
rustiche e resistenti al freddo, a foglie decidue, fioritura
estiva con fiori colorati di bianco, rosa, viola e lilla,
coltivate anche ad alberello; e le varietà di Hibiscus
rosa-sinensi, che vengono coltivate in piena terra solo
nelle zone a clima invernale mite, con foglie ovali
persistenti, di colore verde scuro lucido, fiori ad imbuto
di colore rosso smagliante, che fioriscono uno alla volta
dalla primavera all'estate.
Tra le 300 specie d’interesse economico abbiamo l'Hibiscus
cannabinus
utilizzato nell'industria cartaria per il suo alto contenuto
in cellulosa e nell'industria della canapa. L'Ibisco è il
fiore nazionale della Malesia. Molto apprezzato nei Paesi
del Centro America quali le Hawai dove specie provenienti
dalla Cina si sono incrociate con le specie endemiche
Hawaiane dando origine a delle piante spettacolari. Troviamo
però grandi coltivazioni di Ibisco anche in Australia, Nuova
Zelanda Noto anche l'Hibiscus esculentus coltivato nei paesi
tropicali e sub tropicali per i suoi frutti raccolti
immaturi e usati come alimento. I suoi fiori sono delicati e
leggerissimi e hanno una durata molto breve, di solito un
giorno; per questo regalando l’ibisco si vuole esaltare la
bellezza fulminea e fugace. Il linguaggio amoroso
ottocentesco si è sbizzarrito su questo fiore: donarne uno
all’amata significa “tu sei bella”, il siriaco a fiore
bianco ne loda la lealtà e rosso la pazienza del
corteggiatore, mentre i colori cangianti attestano un
rifiuto. Il rosso sangue, inutile dirlo, è “ferita al
cuore”.
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